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Aspettando Syberia III (?)

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Aspettando Syberia III (?)

Messaggio  struzzo il Gio 4 Ago 2011 - 5:13

Incantevole ha scritto ha proposito di Syberia II:

"... Il gioco era stato pensato per essere un episodio unico, non spezzato in due....probabilmente per i soliti, stranoti, motivi commerciali...
La prima parte scontava un finale apparentemente assurdo e brutale rispetto alle meravigliose atmosfere dei luoghi visitati, la seconda, orfana delle suggestioni della prima, ripartiva stancamente per riprendersi, a mio parere, solo nel finale.....che io ho trovato molto poetico.....e mi riferisco alla parte della laguna e all'enigma finale dei flauti...
"

Il finale di Syberia II, in cui Hans si riuniva finalmente ai suoi amati mammuth, era certamente molto poetico Incantevole, ma in alcuni casi i finali aperti evocano una gamma più vasta di suggestioni lasciando spazio all'immaginario individuale.
A me il finale del primo episodio era piaciuto così e non l'ho trovato né assurdo ne brutale... la vera assurdità, e soprattutto la vera brutalità, sarebbero consistite nel non concedere a Kate un'alternativa al mondo ipocrita e meschino in cui aveva scelto di vivere prima di scoprire orizzonti più limpidi e luminosi. Mi ha fatto tanta tenerezza Kate che nell'impeto della sua decisione improvvisa inciampa ovunque correndo goffamente per non perdere il treno su cui Hans va verso il suo destino. Curioso come mi abbia ricordato un certo uccello dalle movenze tutt'altro che alate... o feline che dir si voglia. Cool
Di Syberia II mi hanno molto emozionato, oltre al finale, la riparazione dei cavallini meccanici nel teatro e il sacrificio di Oskar. Ma non basta per farsi piacere un gioco.

@ Cookie: Anch'io amo l'ottimismo! Ma detesto le disillusioni... di aspettare vale sempre la pena, di giocare vedremo Wink1

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Re: Aspettando Syberia III (?)

Messaggio  incantevole il Gio 4 Ago 2011 - 8:52

Infatti ho scritto che lo era solo apparentemente....il primo episodio era soprattutto centrato sul viaggio di Kate, viaggio fisico e dell'anima, da un mondo che conosceva bene e che la occupava in modo totalizzante, verso una realtà ignota, confortata solo dal tenero legame instaurato con un robot ed un piccolo vecchio fragile. Un percorso "sentimentale" che si intrecciava con l'enigma dell'esistenza segreta dei mammut e del popolo che conosceva questo segreto. Il finale, a mio parere, era eccessivamente squilibrato verso la parte emotiva e regalava poche soddisfazioni a chi voleva conoscere la storia di questo mondo perduto. Si intuiva che ci sarebbe stato il sequel...a cui,ripeto, sempre a mio parere, non ha giovato venire dopo diverso tempo. La brutalità a cui mi riferivo riguarda proprio il modo in cui si è enfatizzato il viaggio verso l'ignoto per poi improvvisamente lasciarlo all'immaginazione del giocatore....
Ecco... su quel treno avrei voluto salirci subito anch'io, vedere dove mi portava....alcuni viaggi, a volte, vanno compiuti sino in fondo....

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Re: Aspettando Syberia III (?)

Messaggio  struzzo il Gio 4 Ago 2011 - 16:03

Incredibile quanto certe cose vengano percepite diversamente da persona a persona Incantevole!
A me non è mai balenata per la testa l'eventualità che il finale di Syberia potesse preludere a un sequel. Per me era evidente che Hans avrebbe trovato quello che cercava e non sentivo il bisogno di conferme; quello che mi stava a cuore era che Kate riuscisse a fare tesoro di tutti gli spunti di riflessione raccolti durante il suo "viaggio iniziatico" e riuscisse a voltare pagina, a salire su quel treno in corsa, perché se fosse tornata a casa probabilmente non avrebbe avuto una seconda chance.

incantevole ha scritto:La brutalità a cui mi riferivo riguarda proprio il modo in cui si è enfatizzato il viaggio verso l'ignoto per poi improvvisamente lasciarlo all'immaginazione del giocatore....
Ecco... su quel treno avrei voluto salirci subito anch'io, vedere dove mi portava....alcuni viaggi, a volte, vanno compiuti sino in fondo....

Dal mio punto di vista non può esistere niente di meno brutale (anche in senso molto figurato) che lasciare qualcosa all'immaginazione personale.
Sono fermamente convinta che certi viaggi vadano compiuti fino alla meta finale; ma nella realtà la maggior parte dei treni che conducono a questa meta hanno posto per un solo viaggiatore...
Invece su quel treno erano in tre, e la fine del sequel ci mostra che solo uno di loro raggiunge veramente il proprio obiettivo.
Non mi è piaciuto vedere Kate e Oskar, per quanto un automa, in un ruolo esclusivamente funzionale allo scopo di Hans; avrei preferito continuare ad immaginarli su quel treno, ognuno idealmente diretto verso la propria meta, qualunque essa fosse.
L'ignoto è bello finché rimane tale e può assumere i connotati dei nostri sogni; nel momento in cui si cristallizza in un aspetto definito perde il suo fascino e molto spesso ci delude.

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Re: Aspettando Syberia III (?)

Messaggio  incantevole il Ven 5 Ago 2011 - 2:39

Indubbiamente le diverse percezioni inducono aspettative differenti. Io non rimasi così colpita dalla storia e dalle nuove opportunità esistenziali che si offrivano a Kate, intese come radicale cambio di vita.
Ero affascinata proprio dal viaggio e dal suo essere sospeso nel tempo, sapendolo comunque limitato ...mi interessava il compiersi del percorso, il progressivo avvicinamento alla verità...il formarsi della consapevolezza della meta....oppure, in modo più complicato, e forse relativo al mio modo di essere...mi interessava la rappresentazione della verità rispetto alla verità "reale" che avrei trovato alla fine del viaggio...sono questi meccanismi cerebrali del pensiero dell'uomo che mi attirano...il modo in cui la conoscenza prende forma e si confronta con il reale, elemento quest'ultimo indispensabile e non derogabile all'immaginazione...ritengo inoltre che l'introduzione del robot avesse, forse inconsciamente, un significato di alter-ego...i soli processi logico-meccanici sono insufficienti a rappresentare la realtà mentre è necessaria una fusione con l'uomo ed infatti questo è ciò che avviene...e non è neppure un caso che sia solo Hans a raggiungere l'obiettivo: lui è esattamente la metafora del viaggio che si compie e Kate e Oskar impersonano la sua esperienza della conoscenza.

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Re: Aspettando Syberia III (?)

Messaggio  Cookie il Ven 5 Ago 2011 - 6:16

incantevole ha scritto:...ritengo inoltre che l'introduzione del robot avesse, forse inconsciamente, un significato di alter-ego...i soli processi logico-meccanici sono insufficienti a rappresentare la realtà mentre è necessaria una fusione con l'uomo ed infatti questo è ciò che avviene...e non è neppure un caso che sia solo Hans a raggiungere l'obiettivo: lui è esattamente la metafora del viaggio che si compie e Kate e Oskar impersonano la sua esperienza della conoscenza.

La disquisizione si fa interessante. La tua, Incantevole, è una metafora davvero suggestiva! Brav Ammetto di non aversi mai pensato in questi termini....

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Re: Aspettando Syberia III (?)

Messaggio  struzzo il Ven 5 Ago 2011 - 19:22

La cosa si fa davvero interessante!
La tua bellissima risposta Incantevole mi ha permesso di mettere precisamente a fuoco il punto nodale della nostra divergenza interpretativa. Non si tratta tanto di una diversità nelle percezioni, quanto del diverso significato da noi attribuito ai concetti di realtà e verità. Infatti nel tuo messaggio i due termini ricorrono e nei miei sono quasi totalmente assenti in quanto - per me - praticamente privi di significato, quasi inesistenti nella loro relatività e astrazione.
Vedo la "realtà" come il prodotto di una fusione, diversa per ciascun individuo, di percezione, immaginazione, bagaglio esperienziale e aspettative. Un concetto non troppo lontano da quello esposto da Webster Wotsletter nella "Teoria della dislocazione delle percezioni temporali" in Slip Space...
Non riesco ad inquadrare realtà e verità come contenitori che si adattino in modo univoco a qualunque dimensione oggettiva, e dal mio punto di vista non possono assolutamente fornire sicuri punti di riferimento.

Per quanto mi riguarda i soli processi logici sono sufficienti a rappresentare un individuo fatto e finito; non a caso se dovessi identificarmi con una delle componenti della tua metafora sarei sicuramente Oskar...
Io non sono abituata a giocare avventure in cui ci siano personaggi, e quando questo capita ne rimango molto colpita. Per me Syberia ha rappresentato il viaggio iniziatico di Kate, non di Hans, e il peso che ho attribuito al suo personaggio non è dovuto alla sua funzione di alter ego del giocatore, quanto al fatto che fosse l'unica fuori posto, l'unica il cui ruolo e le cui aspirazioni fossero ambigui e da mettere in discussione. Contrariamente a te ho visto Hans come esperienza cognitiva di Kate e non viceversa, e Oskar, con la sua irritante pignoleria, come l'indispensabile contrappeso che ha scandito le tappe di un passaggio graduale dalle catene vincolanti ad assunti posticci al volo libero e indefinito che era la meta del percorso.
Avrei preferito che l'esistenza dell'isola di Syberia rimanesse incerta perché, come diceva Manny Calavera sull'ultimo treno, non è importante dove si arriva, quello che conta è il viaggio.

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Re: Aspettando Syberia III (?)

Messaggio  incantevole il Sab 6 Ago 2011 - 10:39

Eppure Oskar è l'unico che fa una scelta davvero dirompente....illogica, sentimentale e definitiva....si sacrifica e si "consegna" al cuore di Hans....perchè lo fa? Aveva conosciuto Kate che lo aveva assemblato e coinvolto nel viaggio ma era un "prodotto" della conoscenza di Hans...ha scelto l'unica strada per umanizzarsi e dare uno scopo alla sua esistenza....io credo che il valore di un viaggio sia nella sua durata limitata....è l'esperienza del viaggio che è definitiva, universale nel senso che può arrivare a comprendere tutte le possibili sfumature umane e lo è solo nella misura in cui si confronta con un termine, una fine, che definisce il grado di consapevolezza interiore dell'esperienza vissuta.
Non voglio astrarre troppo...penso alla stessa vita dell'uomo, un viaggio anche questo, che ha un termine sconosciuto e, al di là delle credenze di ognuno che rimangono insondabili, credo che il conforto a cui ognuno di noi possa aspirare guardando l'abisso finale sia proprio nell'aver vissuto, osato, guardato cosa succede alla fine di tanti micro viaggi, che non necessariamente devono risultare memorabili ma rispondere all'esigenza di aspirare alla verità comunque uno la percepisca.
In sintesi estrema è l'esperienza che definisce l'esistenza di un uomo e lo modella ed è il significato attribuito all'esperienza che ne esalta la volontà.
Anche Manny Calavera alla fine ne comprende l'importanza : lui, l'organizzatore disincantato dei "viaggi finali", potrebbe continuare a vivere in un limbo, immortale, mentre invece, innamorato, sceglie "la fine". Potrebbe scegliere, non conosce cosa ci sarà in fondo, ma decide di andare a vedere.

P.s Non è che adesso iniziamo a disquisire su Grim Fandango vero?! Troppo caldo....rimandiamo all'autunno....

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Re: Aspettando Syberia III (?)

Messaggio  struzzo il Sab 6 Ago 2011 - 19:47

incantevole ha scritto:P.s Non è che adesso iniziamo a disquisire su Grim Fandango vero?! Troppo caldo....rimandiamo all'autunno....

Ha ha ha... direi proprio di sì Incantevole! Cool
Soprattutto viste le nostre posizioni diametralmente opposte sull'asse definito/indefinito. Poco agevole da percorrere con 40° all'ombra Wink1

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