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Process: incubo o sogno?

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Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Dom 6 Mag 2012 - 11:21


Ogni gioco che non sia soltanto un guscio cavo, su cui far scorrere un mouse in cerca di qualche effimero istante di interattività, nella sua sostanza contiene un mondo, fatto come il nostro di continenti, oceani, città e strade; lunghi percorsi che si snodano in tutte le direzioni possibili.
Ogni giocatore che abbia la fortuna di scorgere i profili di questo universo parallelo potrà scegliere una strada da cui partire per esplorarne le adiacenze e seguire le tracce lasciate come un filo di Arianna dai suoi ideatori, che guidano al labirinto del loro immaginario e del loro retaggio culturale.
Ogni avventura che valga la pena di essere giocata possiede un suo bagaglio di citazioni, domande, risposte e curiosità che vanno oltre il cosiddetto gameplay; un tessuto la cui trama ricca e consistente può condurre ovunque, se ne vede l’inizio ma non la fine.  
Anche Process, come avventure maggiori per durata e contenuti, ha mantenuto questa tacita promessa di profondità; le citazioni sono tante, ed anche gli spunti. Uno in particolare, il più indiretto, mi ha regalato una sorpresa straordinaria, altri non mi hanno condotto molto lontano ma hanno ampliato la mia scarsa cultura in tema geografico e legislativo.

Sono rimasta incuriosita dalla indisponente Directive 181, che insensibile ai miei sforzi per evitare il deragliamento ha imposto ottusamente i suoi protocolli ordinari reindirizzando il treno verso il disastro. Non so se la Directive 181 di Process sia un prodotto della fantasia degli autori o se sia piuttosto ispirata a qualche normativa ferroviaria vigente; per quanto mi riguarda, attraverso una ricerca sono venuta a sapere che sotto quel nome esistono una varietà di leggi nei più diversi paesi del mondo: nella comunità europea la Directive 181 sancisce la standardizzazione di un sistema unitario di misura, mentre in Louisiana regola gli articoli contrattuali delle compagnie assicurative. Un documento, edito originariamente nei Paesi Bassi, stabilisce una serie di direttive, tra cui una 181, per la protezione della flora e della fauna selvatiche. Per finire, nel Regno Unito, è una Directive 181 ad esaminare e valutare i pro e i contro della competitività nel settore industriale.

Una ricerca sulla fatiscente Cheraon Station mi ha condotto ad una pagina web in cui fa mostra di sé, sotto il nome Cheraon.jpg, la copertina di un album di Cher chiamato All Or Nothing, ma anche verso l’Ucraina Meridionale, dove esiste una Cherson (Херсон, traslitterata anche come Herson o Kherson) sul fiume Dnepr, a poche miglia dall’immaginario complesso termale di Aralbad in cui Kate Walker cercò la soprano Helena. Il pdf di un articolo comparso sul New York Times in data 4 settembre 1886, cita una Cherson Station a proposito di un incontro tra Bismark e Kàlnoky.
Sorge spontanea una domanda: che i Train Yard siano nativi di Cherson o semplicemente ammiratori di Cher? Naturalmente il campo delle ipotesi è molto più esteso…


Mentre le ricerche su UNI2.MOD hanno prodotto i risultati più svariati, in quanto il nome non è propriamente originalissimo, il risultato più divertente mi è stato elargito dalla ricerca del suo gemello TATE3.MOD… sono approdata a un lembo dello sconfinato universo di You Tube dove qualche sconsiderato di lingua spagnola ha parcheggiato un video che riprende una bambina impegnata a compiere goffe evoluzioni acquatiche in una piscina per cani. L’omonimia nel titolo è rimasta un mistero che ho preferito non approfondire e mi astengo dal pubblicarne il link per pudore: l’ho trovato nauseabondo.
La scoperta più emozionante richiede una premessa: una pagina di diario di gioco; una cronaca quasi in diretta sul genere di quelle a cui ci avevano abituato Jimbo e Incantevole.

Disorientata dalla scarsa visibilità e distratta dal fascino dell’ambientazione, per afferrare l’essenza dei miei compiti ho dovuto effettuare numerosi replay. Dopo aver imparato a svolgere le mie mansioni con rapidità mi sono dedicata all’osservazione del comportamento dei due moduli gemelli, che mi avevano incuriosito da quando avevo letto la nota sui problemi del treno. Ogni singolo intervento era scrupolosamente documentato dalle voci che si aggiungevano alla lista visibile sul display a destra del monitor. Devo ammettere che modificando l’ordine degli interventi che non richiedevano una sequenza obbligata mi sarei aspettata qualche cambiamento più significativo che non la comparsa delle stesse voci diversamente assortite, ma non è stato così.
La prima volta in cui ho assistito all’arresto del treno e all’apertura del portello nella cabina del generatore ho provato un’emozione straordinaria… potevo veramente scendere!?!
La stazione di Cheraon mi vorticava attorno, perché nel mio stupore avevo abbandonato il controllo del mouse, e quando le porte del treno si sono chiuse con un fragore secco alle mie spalle un brusco sussulto ha interrotto la mia trance. Ho mosso qualche passo incerto verso gli oggetti che mi aspettavano sulla panchina e ho visto la porta rossa… non avevo la più pallida idea di cosa mi aspettasse, né di quanto sarebbe durato il gioco da quel momento.
Quando, alla fine di quella lunga scala, mi sono trovata nuovamente all’interno del treno ho provato quasi un sollievo, come se avessi ritrovato la strada di casa dopo essermi persa… gli abitacoli del vecchio 15487342 mi erano più familiari di quanto avrei mai ritenuto possibile. Era un caso che l’unico numero escluso dal suo ID fosse proprio il famigerato “6”? Il doppio “4” aveva qualche riferimento alla pietra angolare dei costruttori?
Non ho realizzato subito che era arrivato il momento di tentare il riavvio del sistema, avevo persino dimenticato di essere in possesso della cartuccia richiesta. Dopo aver recuperato le mie facoltà mentali mi sono diretta alla cabina di controllo per sferrare l’ultima sfida al gemello repressivo; ho inserito la cartuccia e chiesto il reboot, e dopo non poche esitazioni ho premuto il pulsante per dare conferma.
Emergere dal buio più profondo avvolta da una luce morbida e sanguigna mi ha provocato un’emozione più forte dell’arresto del treno. Sentivo che non ci sarebbero state altre soste; l’approssimarsi della fine mi trasmetteva un profondo senso di pace e di abbandono. Avrei potuto chiedermi se fosse il treno a cambiare o le mie percezioni, ma sapevo che la domanda era vana e senza risposta… avevamo entrambi varcato la soglia della nostra essenza concreta ed eravamo, uniti per sempre, un unico frammento della matrice universale le cui leggi negano la staticità.


Improvvisamente ho pensato ad un brano musicale di un grande conterraneo degli autori del gioco: Modest Musorgskij. Il brano, Una notte sul Monte Calvo, fu reso famoso da Walt Disney con il suo Fantasia ed è, nella sua brevità, quanto di meglio abbia mai espresso il senso di pace assoluta che segue il caotico susseguirsi di azioni frenetiche, nel caso specifico il corso di un sabba.
Volevo ascoltarlo subito; dopo i titoli di coda di Process l’ho cercato in rete e sono arrivata alla scoperta più strabiliante degli ultimi anni. Il filmato, degli anni 30, è dovuto all’opera di un genio della cinematografia, creatore di una tecnica chiamata Pinscreen animation: Alexandre Alexeïeff. Russo, l’avrei giurato…
Sicuramente è una strana coincidenza, ma una delle immagini finali ricorda in modo impressionante il finale di Process… giudicate voi.


Il video è questo.
Chi è curioso di sapere in cosa consista la tecnica può leggerlo QUI


In attesa del prossimo viaggio mi dedicherò alla stesura di un romanzo d’appendice intitolato “Lotta all’ultima traversina ovvero Un caso di eterozigosi modulare”. Potrei proporne la pubblicazione all’azienda per i trasporti, che ha inaugurato una collana di letture gratuite per i viaggi in metropolitana intitolata Racconti a tempo - Perché leggendo il tempo vola. hap



Ultima modifica di struzzo il Mar 6 Ago 2013 - 4:57, modificato 3 volte

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Cookie il Dom 6 Mag 2012 - 12:37

Fantastico, stru! clap Le tue ricerche sono affascinanti e, come sempre, lo sono anche le tue considerazioni....
Hai ragione, il finale di quel video con la tecnica del Pinscreen ricorda proprio il finale del gioco!
Sarà grazie alla rapidità degli spostamenti e ai lunghi percorsi tipici del mezzo, che questo treno ha originato pensieri tanto estesi e ramificati ??!
Appoggio in pieno la pubblicazione del tuo romanzo rido , magari ad opera dell'editore "Atrus LTR ( Long Train Running)"

E intanto ne approfitto per dare libero sfogo al mio immaginario, e riferire le mie ipotesi su questo viaggio; perchè mentre tu scrivevi, anch'io stavo vagando nel mondo delle traversine! Wink1

Ipotesi di PROCESSo
E se la corsa del treno rappresentasse l'avanzare della tecnologia, destinata al fallimento senza il corretto intervento umano?....
Nella sfida tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, solo la giusta interpretazione delle procedure porta alla vittoria, ovvero alla perfetta fusione ed equilibrio tra le due specie.

Su questo treno tutto ruota intorno ad un errore di programmazione e al conflitto tra due moduli.
Uni2Mod segue direttive più rigide, e in caso di frenata del treno deve riprendere velocità, in accordo con la direttiva di programmazione numero 181; Tate3Mod invece è più elastico. Il contrasto tra i due moduli pare il frutto di una programmazione altrettanto conflittuale, in linea con gli umani intenti positivi e negativi; se non vengono correttamente gestiti portano ad una sconfitta certa (blocco di sistema e collisione ).
La cartuccia rappresenta l'unica via d'uscita, la nostra possibilità concreta di interagire correttamente con la macchina, ma solo fermando quel treno (fermandosi a pensare?) possiamo trovarla e decidere se usarla o meno. Tanti altri unknown hanno fallito (e ne vediamo le ombre nei vagoni), perchè non sono riusciti a sfruttarla al meglio.
Questa è la mia ipotesi, ma che il gioco sia una metafora mi pare probabile, visto che in nessun caso si assiste ad un vero schianto del treno.
E i finali sono due: potremmo diventare l'ennesima ombra che popola quel vagone, provocando solo qualche interferenza di sistema, oppure fonderci perfettamente con la macchina e dare a quel treno la possibilità di continuare la sua corsa perfetta.....
In questo caso la visuale rossa e il mirino fotografico, saranno il connubio tra la calda umanità e la tecnologia : un'intelligenza tecnologica, giusta e consapevole!

Delirio?
buona domenica pciù



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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Dom 6 Mag 2012 - 14:11

Strepitoso Cookie!!! Un approccio completamente diverso, mi piace!!!
Che curioso... io non ero stata nemmeno lontanamente sfiorata da questa ipotesi. Dipenderà dal fatto che il rapporto che intrattengo con i miei ragazzi... ehm, computer, mi porta a dare per scontato che il connubio sia già avvenuto???
CRI

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  GAETANO il Ven 11 Mag 2012 - 10:22

Nel commento di Struzzo, trovo una profondita' ed una genialita' difficilmente riscontrabili nei fiumi di inchiostro spesi a descrivere l'altra faccia dei videogiochi. Noi amanti del genere, riusciamo a vedere al di la' di quel guscio d'uovo, fatto di interazione meccanico-informatica propria del gioco in se', riusciamo a tessere le fila di qualcosa che va oltre il confine della nostra percezione visiva del monitor di un pc, e tu Struzzo con le tue ricerche e con le tue considerazioni sei riuscita a trasformare Process in una metafora della vita. Non amo ripetermi, ma questa volta lo faccio con piacere, sei geniale!

Certo e' che il treno si presta benissimo alla metafora della vita. Cookie pensa che la corsa del treno rappresenti l'avanzare della tecnologia, destinata a fallire senza il corretto intervento umano, affascinante.

Personalmente, credo, che la corsa del treno, con i suoi percorsi, talvolta obbligati, talvolta guidati dalle nostre scelte, la sua velocita', le sue fermate, rappresenti il viaggio della vita. E, qui, sorge una domanda: siamo veramente noi a guidarlo? O c'e' qualcosa che indipendentemente dalle nostre azioni (ludiche e non) sia al posto di guida, ma non ci e' consentito vederla? Sara' il velo di Iside? Mi pongo questa domanda poiche', spesso noi abbiamo l'impressione di guidare il treno, di portarlo su binari per noi piu' giusti, e in questo modo il viaggio appare regolare e anche piacevole, tuttavia man mano che il tempo trascorre che gli anni passano ci accorgiamo di aver perso il controllo e di virare su percorsi, che noi non avremmo mai immaginato di percorrere. Ditemi amici, non vi sembra questo il concetto di fato o destino?

Per molti il treno e' sinonimo di tristezza, per altri e' sinonimo di liberta', fatto sta che poche cose come il treno possono portarci in profondita'.

Desidero raccontarvi un'aneddoto molto intimo, che a tutt'oggi fa parte di quell'insieme di racconti indelebili e che ha come oggetto principale proprio il treno: circa 30 anni fa avevo 12 anni e mia madre per motivi di lavoro dovette lasciarmi dalla sorella gemella a Bari. Quando l'accompagnammo alla stazione lei sali' sul treno e si affaccio' dal finestrino, non potro' mai dimenticare il fiume di lagrime che scorrevano come un fiume in piena dai suoi occhi, e i minuti che mi separavano da lei prima della partenza sono stati fra i piu' lunghi e i piu' tristi della mia vita e della sua. Dopo 6 mesi torno' a prendermi e quando la vidi arrivare sia per me che per lei, quel detestabile treno che ci aveva separato, adesso era diventato l'amabile treno che ci riportava a casa.

Ritornando al connubbio treno/videogiochi, ricordate il famigerato treno n.9 del mitico Manny Calavera? Il treno n.9 in quella meravigliosa avventura rappresentava niente meno che la porta del paradiso e chi ha giocato Grim Fandango sa benissimo a cosa mi riferisco. Si era pronti a tutto pur di ottenere il biglietto per quel viaggio, altrimenti si era destinati a vivere quell'eterno purgatorio di espiazione dei peccati, che nel peggiore dei casi poteva portare alla germogliazione, una vera e propria rappresentazione del peccato.
.

Quando Struzzo scrive: Ogni giocatore che abbia la fortuna di scorgere i profili di questo universo parallelo potrà scegliere una strada da cui partire per esplorarne le adiacenze e seguire le tracce lasciate come un filo di Arianna dai suoi ideatori, che guidano al labirinto del loro immaginario e del loro retaggio culturale.
Ogni avventura che valga la pena di essere giocata possiede un suo bagaglio di citazioni, domande, risposte e curiosità che vanno oltre il cosiddetto gameplay; un tessuto la cui trama ricca e consistente può condurre ovunque, se ne vede l’inizio ma non la fine.
dice una verita' inconfutabile e collegandomi a questa, porgo alla vostra attenzione un altro gioco denso di significati che vanno al di la' dell'aspetto meramente ludico, parlo di Black Dalia.
La dalia nera sembra rappresentare il concetto di potere assoluto, una sorta di sacro graal, un oggetto talmente potente che conduce all'eterna lotta tra il bene e il male. Ricordate l'enigma delle orbite dei pianeti nel dopoguerra? Ebbene l'indizio per la soluzione si trovava sopra la porta, ricordate il disegno? Quel disegno rappresenta l'intera materia che costituisce il mito del Dio sole. E da qui si potrebbe disquisire a lungo (ma non e' mia intenzione) sull'origine delle religioni e le sue connotazioni con l'astro di luce. Anche Black dalia come si puo' ben vedere contiene vere e proprie grandezze nascoste dietro la produzione ludica.

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Ven 11 Mag 2012 - 14:09

GAETANO... bentornato!!! E bentornato alla grande!
Che piacere leggere questo tuo prezioso contributo alla "radiografia trascendente" di una grande avventura così apparentemente minimale.
Con il tuo lucidissimo esame hai condotto sul treno lo spirito di Madame Blavatsky, che cercò di vedere attraverso il velo di Iside, e, regalandoci il ricordo di un episodio della tua infanzia, l'essenza stessa del pensiero taoista: ogni cosa può trasformarsi nel suo contrario.
Come in Black Dahlia molti sono stati gli autori che hanno attinto a piene mani dalla simbologia esoterica, e pochissimi sono stati quelli che l'hanno fatto in modo altrettanto profondo e documentato; ma ciò che mi ha colpito di Process è stata la sua capacità evocativa indipendente da qualunque riferimento esplicito.
Immagino che pochi si siano avventurati come te nel significato del treno n.9 di Grim Fandango, e credo che il motivo fosse la ricchezza estrema dell'intera avventura, che ci accompagnava al finale, attraverso un percorso denso di avvenimenti, con un senso di grande appagamento. La vera avventura di Process inizia dopo i titoli di coda...
E' stato bellissimo leggerti! Anot

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Cookie il Lun 14 Mag 2012 - 10:04

E' davvero un piacere rileggerti, Gaetano, e vedere che Process ha colpito anche te nel profondo.
Devo anche aggiungere che i vostri commenti su Grim Fandango mi stanno stuzzicando a provarlo.....- sì, ammetto di non averlo mai preso in considerazione! Embarassed - ma lo farò presto!
Purtroppo non ricordo dove, ma mi sembra di aver letto che alcuni fan ne stiano facendo un restyling, per giocarlo anche sui nuovi sistemi operativi.
cia




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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  GAETANO il Mar 15 Mag 2012 - 23:04

Chiedo perdono per l'OT, ma non posso esimermi Cookie dal raccomandarti di correre ad installare il capolavoro dei capolavori, e' un'esperienza da vivere in todo, un'esperienza che non si dimentica. Non mi dilungo oltre poiche' questo e' il topic di Process, ma Manny Calavera non puo' aspettare, e' un treno che non puoi perdere.

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Gio 24 Mag 2012 - 10:37

Eccomi di nuovo sul treno…. Ho raccolto qualcosina in giro per la rete e mi piacerebbe fare un piccolo punto della situazione sulle tante perplessità suscitate da questo piccolo gioco.
Come prima cosa vorrei citare alcune frasi comparse nei vari topic su Process nello Scrigno di Atrus:

E se la corsa del treno rappresentasse l'avanzare della tecnologia, destinata al fallimento senza il corretto intervento umano?....
Nella sfida tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, solo la giusta interpretazione delle procedure porta alla vittoria, ovvero alla perfetta fusione ed equilibrio tra le due specie. (…) Su questo treno tutto ruota intorno ad un errore di programmazione e al conflitto tra due moduli.
” (Cookie)

Domanda: ma tate3.mod siamo noi ???” (Schattenjager)

Non mi è ancora chiaro chi siamo noi. Passeggeri intrappolati? Moduli software? O forse entrambi. Mi ricordo che in uno dei film di Matrix i moduli software viaggiavano come passeggeri su un treno virtuale (una sorta di bus di comunicazione visualizzato come treno).” (Schattenjager)

(…) Ho visto uni2.mod come il grande inquisitore, quello che deve a tutti i costi mantenere le cose in carreggiata (anche se in questo caso la carreggiata è il deragliamento), tate3.mod come la sua controparte eretica e noi come "unknown", l'elemento fortuito” (struzzo)

I più interessanti tra i post comparsi in coda ad una videosoluzione di Process su You Tube (altri commenti sono irrilevanti ai fini della nostra discussione), sembrerebbero rispondere affermativamente alla domanda di Schatten; leggete qui:

In altre parole… noi siamo un programma per computer(tate3), e il treno è il computer.
Siamo in conflitto con un altro programma (uni2) per evitare il crash del computer (deragliamento del treno). La funzione del computer che il gioco visualizza come treno è questa, ed ecco perché il gioco viene chiamato Process. In linguaggio informatico Process indica l’esecuzione di un programma.
Non riesco comunque a spiegarmi il motivo per cui il mirino della telecamera non mostri tate3, può essere che sia stato terminato da uni2?

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Così il giocatore è un modulo chiamato Tate3, e c’è un altro modulo, uni2, che sta cercando di mandare il treno in crash. I due moduli sono gemelli. Il registro trascrive ogni azione. La cabina di controllo è il pannello del sistema operativo.
La ricorrenza ciclica dei vagoni e il treno “in rosso” sul finale sono “errori del sistema di visualizzazione”. La stazione è un “punto di ripristino”, come espresso dal registro.
------------------------------------------------------
“No! Devo fermare il Treno!” – egli gridò –
“No tate3, tu SEI il Treno!” - disse uni2 –
E tate3 fu il Computer.

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A fronte di queste ipotesi vorrei trascrivere la traduzione di un “FAQ” trovato nel blog di Denis Tambovcev, uno degli autori di Process (e, per inciso, designer di Outcry), che ho tradotto a grande fatica dal russo con l’aiuto (no comment) del traduttore di Google:

Ci sono alcune domande più frequenti poste dai giocatori sul progetto. Da queste domande, ho fatto un piccolo FAQ su Process:

Il gioco è molto breve - è una sorta di prova o un prequel?
No, è solo breve :)
C'è un finale alternativo, il protagonista può essere salvato?
Il gioco ha un solo risultato. La scena finale può essere visivamente differente a seconda delle condizioni: se il giocatore ha fatto tutto il possibile per salvare il protagonista oppure se il giocatore non è riuscito a compiere tutte le azioni possibili.
Come si fa a sapere se il gioco è finito?
Se sullo schermo appaiono le didascalie, significa che la partita è finita comunque.
Qual è l'idea generale del gioco?
Process non è un gioco nel vero senso della parola. È più vicino ad un’installazione interattiva, un racconto visivo. La situazione sfrutta gli schemi classici del genere avventura: oggetti e indizi da trovare per risolvere puzzle e far funzionare dei dispositivi, ma l'idea era di immergere il giocatore, attraverso l’ambientazione e gli audio-visivi, in una pesante atmosfera di incertezza tra sogno e irrealtà, con la proposta di capirne il senso ragionando su fatti che pongono una serie di domande.
Process contiene un secondo livello di lettura abbastanza difficile da trovare; dai commenti sul progetto è chiaro che molte persone trovano una varietà di interpretazioni, indipendentemente dal fatto che riescano a compiere tutte le azioni possibili o solo parte di esse.
Ci interessava creare un ambiente esattamente conforme alla nostra idea originale, con cui il lettore / spettatore potesse confrontarsi ponendosi delle domande: cosa sta succedendo? Certamente siamo su un treno. Se questa è una metafora, esiste veramente un ambiente di gioco? Dai dubbi scaturiscono altre domande, probabilmente senza risposta ma importanti di per sé stesse, così come lo è la verifica di tutte le possibili modalità del procedimento.
Naturalmente ci sono state critiche e commenti sfavorevoli al nostro gioco, ma si sono rivelati sorprendentemente pochi e sono principalmente legati al fatto che si voleva vedere il progetto come un gioco completo, e in alcuni casi come una sorta di “oggetto d'arte”, che è divertente , anche se è abbastanza ridicolo.


A sostegno dell’idea di Schatten vorrei commentare che “la verifica di tutte le possibili modalità del processo” a cui si riferisce l’autore può essere effettuata solo tramite le voci di log che possono essere consultate sul display a destra del monitor principale nella cabina di controllo. Il registro trascrive come interventi di tate3 ogni nostra azione, comprese l'acquisizione e l’uso della scheda magnetica e delle pinze, apparentemente estranee al sistema informatico!
Non sono bastati un file di Photoshop con 25 livelli di screenshot del log e quasi una risma di carta per annotare tutte le possibili variazioni nell’ordine di comparsa delle voci a farmi scaturire questa scintilla….
Alla luce di questi fatti Process rappresenterebbe tout court la simulazione "illustrata" del conflitto tra due moduli all'interno di un sistema operativo, con l'adozione di un punto di ripristino (Cheraon station) che comunque non riesce ad evitare il crash del sistema (deragliamento del treno).
In effetti suona tutto terribilmente logico, però, se questa ipotesi è vera, torno a chiedere: se noi siamo tate3 e uni2 è il nostro modulo antagonista, chi è “unknown”???

Diavolo… per non parlare di tutte le mie ipotesi sui rispettivi ruoli di tate3 ed uni2…
Li avevo associati al concetto alchemico del sole nero nella visione del binomio Sole-Saturno in termini di unità conflittuale:
Tate3: Sole, albedo, vita, creazione, crescita, libertà, eros, caos
Uni2: Saturno, nigredo, morte, distruzione, ristagno, repressione, thanatos, cosmos.

Te

P.S.: vi aspetto (non prima di domani però) in Senza Veli... avrei qualche piccola novità anche per l'enigma dei numeri!

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Cookie il Gio 24 Mag 2012 - 14:53

Struzzo sei fantastica, la tua capacità di analisi :?len:supera ogni immaginazione !

Sono risalita anch'io su quel treno per fantasticare ancora un po'.....! resis
L'ipotesi di Schatten è indubbiamente probabile, ma a me resta comunque il dubbio che su quel treno ci sia un intervento umano, che probabilmente rappresenta l'unknown, o una procedura sconosciuta al sistema, l'imprevisto. D'altra parte chi potrebbe raccogliere gli oggetti o intervenire sui comandi, se non un essere umano?

Il conflitto tra i due moduli è un difetto di programmazione di base, o si può leggere anche come un'alternanza nelle mansioni nel caso in cui subentrino "strane richieste non ben identificate"?
Sono queste che portano poi al reboot di sistema?
Questo non è ben chiaro ( come molto altro). Sta di fatto che Tate3 ci ha assecondato finchè non abbiamo fermato il treno ( finivano lì i suoi compiti?), e Uni2Mod interviene solo quando inseriamo la cartuccia; ma da lì in poi Tate e UniMod ritrovano l'accordo negando l'intervento sul sistema, che adotta le procedure d'emergenza ...........
Insomma noi, l'imprevisto , non siamo bene accetti e la corsa prosegue, semplicemente ignorandoci - infatti non c'è nessuna collisione evidente!
La macchina percepisce forse le nostre intenzioni e lo dimostra quando, appena prese le pinze, blocca il treno? Vuole forse darci la chance dell'abbandono?
Ma noi potevamo esimerci dal risalire sul treno? No, perchè la vita si sarebbe fermata - nel gioco infatti non succede assolutamente nulla, se restiamo nei sotterranei!
E allora le ombre che abbiamo notato rappresentano altri unknown , come noi esseri inconsistenti e inutili per il sistema, condannati a proseguire la corsa come fantasmi, mentre la linfa vitale del treno riprende a scorrere regolarmente.....
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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Gio 24 Mag 2012 - 20:12

Grazie Cookie, ma nel post di mio c'è ben poco. Più che altro ho messo insieme un po' di opinioni...

Bella l'osservazione che fuori dal treno la vita si sarebbe fermata, molto profonda! Fa parte della linea interpretativa che preferisco, ma adesso mi incuriosisce analizzare più a fondo tutti gli aspetti dell'ipotesi di Schatten e degli utenti di You tube... mi ha molto colpito il fatto che siano stati in più di uno a pensare di essere un modulo...
Anch'io ho visto fin dall'inizio tate3 come un nostro alleato, ma ammesso e non concesso (non c'è nessuna conferma "ufficiale") che invece tate 3 sia il giocatore, si dovrebbe veramente vedere l'intero Processo come la versione allegorica dell'esecuzione di un software, e così come il computer che contiene il software viene rappresentato da un treno, il sistema di controllo informatico viene rappresentato dalla persona del giocatore e le sue azioni, che corrisponderebbero alla sequenza delle stringhe di comando di un codice.
Cerco di spiegarmi meglio: tutto inizia raccogliendo la scheda magnetica dal sedile; questa azione viene registrata dal log come "Richiesta di accesso al pannello di sistema" e il successivo uso della scheda nel lettore accanto alla porta della cabina di controllo risulta nella voce "Accesso al pannello di sistema ripristinato con successo"; e così via per tutte le altre azioni.
Ogni azione concreta effettuata dal giocatore nel gameplay sarebbe dunque la rappresentazione "cinematografica" dello svolgimento di una procedura automatica da parte di un programma, bug e conflitti compresi.
Mi ricorda una vecchissima storia a fumetti per ragazzi che si chiamava "Viaggio allucinante"... era, se non ricordo male, il percorso di un farmaco all'interno di un corpo umano ammalato. Il farmaco era rappresentato da una navicella tipo astronave con un equipaggio composto di uomini e donne che si avventurava, attraverso il flusso sanguigno, nell'organismo cercando di raggiungere gli obiettivi presso i quali doveva rilasciare la sua azione curativa evitando di essere digerita dai succhi gastrici... qualcosa del genere.
Da questa angolazione la domanda "chi potrebbe raccogliere gli oggetti o intervenire sui comandi, se non un essere umano?" perderebbe il suo senso.

Un'altra cosa: il treno non si blocca appena prese le pinze, ma appena inserito il codice del freno d'emergenza; però solo per un attimo. l'arresto vero e proprio e l'apertura della porta avviene dopo il superamento del terribile rompicapo dei numeri.
In effetti il recupero delle pinze (registrato dal log come "Ripristino dell'accesso al settore amministrativo") può avvenire anche dopo l'impasse dei Vagoni di Fibonacci, fermo restando che per poter scendere dal treno è necessario prima usare le pinze e recuperare la chiave della botola (descritta nel log come settore amministrativo) :-)

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Cookie il Gio 24 Mag 2012 - 21:06

E' vero che hai riunito delle opinioni, ma le hai trovate solo grazie alla tua voglia di approfondire e di comprendere!
Giusta precisazione quella delle pinze. Intendevo dire che una volta recuperati gli oggetti, ed eventualmente usata la chiave ( ma non necessariamente), ti apre le porte all'illusione, ovvero quella di avere in mano ogni stumento per eludere il sistema e poter diventare il capotreno! Invece......

Sai che quel fumetto diventò un film, con lo stesso titolo? Avevo 12 o 13 anni quando lo vidi, e ricordo che mi elettrizzava l'idea di poter essere miniaturizzata per viaggiare nel corpo umano o chissà dove!!
Se non ricordo male, era in progetto anche un remake in 3D....ma non so che fine abbia fatto!
Ma guarda quanti argomenti escono da questo piccolo gioco; si spazia dalla fantascienza alla filosofia e alla matematica....dove arriveremo? (all' INSANE ASYLUM ?? rido )

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Gio 24 Mag 2012 - 22:03

Cookie ha scritto:Sai che quel fumetto diventò un film, con lo stesso titolo? Avevo 12 o 13 anni quando lo vidi, e ricordo che mi elettrizzava l'idea di poter essere miniaturizzata per viaggiare nel corpo umano o chissà dove!! (...)

Ma dai! Sai che vidi quell'albo nel primo studio grafico presso il quale iniziai a collaborare? Faceva parte delle collane americane (tra cui tutti i supereroi, Star trek, etc.) per cui venivano prodotti fumetti anche dall'Italia. Erano i tempi della giovane struzzografica del mio predente avatar... sniff... pale

Beh, se dobbiamo scegliere un asylum non abbiamo che l'imbarazzo della scelta... che dici? Quello del dottor Metcalf o il Park View di Corrosion? L'ameno resort di Sanitarium o uno dei tanti proposti dai più svariati casual? Volendo spaziare si potrebbe optare per la prossima (speriamo) monumentale opera di Augustin Cordes...
Basta che nel frattempo non finisca al reparto psichiatrico del San Giovanni... risat Fischio

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Cookie il Ven 25 Mag 2012 - 8:06

No, aspettami e andiamo insieme all'Asylum di Augustin Cordes, sperando che sia poco frequentato come quelli che hai citato!
Per risolvere gli enigmi, tu potresti iniziare dall'ala nord e io da quella sud .... con briefing riepilogativo nella hall, munite ovviamente dei nostri blocchi a quadrettoni pieni di deliri!!! ahah

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Ven 25 Mag 2012 - 9:37

Aggiudicato! Io ti aspetto... tutto sta che aspettino anche i signori in camice verde che stanno cercando di buttare giù la porta... CRI

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Cookie il Ven 25 Mag 2012 - 10:04

Tszg ....da me ci hanno provato, ma gli ho fatto leggere i nostri argomenti sul forum e se ne sono andati .....chissà perchè!! rido

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Ven 25 Mag 2012 - 10:17

Sicuramente si sono resi conto di avere a che fare con un genio... Wink1

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Cookie il Ven 25 Mag 2012 - 10:54

Ma certo!!! acc Lo sguardo sgomento e agghiacciato è tipico di chi si trova dinanzi ad un genio ...
paperino

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  luna il Ven 25 Mag 2012 - 11:14

E' l'unico contributo che posso dare alle vostre "geniali follie"..... ahah



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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Ven 25 Mag 2012 - 12:29

Grazie Luna!!! Vista la data, credo che il fumetto abbia seguito il film e non viceversa. Mi sembra anche di riconoscere vagamente il volto di un protagonista, disegnato ovviamente, ma in modo molto realistico!
Che storia curiosa... Rolling Eyes

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Cookie il Ven 25 Mag 2012 - 12:36

Grazie Luna, che bel ricordo!
Sì struzzo, non conosco la data d'uscita del fumetto che nemmeno conoscevo, ma il film è uscito nel 1966....!

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Schattenjager il Dom 27 Mag 2012 - 15:50

Mi ripeto, ma date un'occhiata a questi video tratti da Matrix e ditemi se non vi ricorda qualcosa.
Le scene sono ambientate in una stazione ferroviaria "virtuale".
Nel primo Neo cerca di uscire da un lato del binario, ma inaspettatamente si trova a rientrare dall'altro lato.
Nel secondo un "programma" gli spiega dove si trova.



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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Dom 27 Mag 2012 - 17:12

Ehi! Che ci fa tutta quella gente sul mio treno?!
A parte gli scherzi, grazie Schatten; il tentativo di attraversamento del binario mi ricorda qualcosa in effetti Wink1
Se posso fare una domanda, ma c'è uno spunto ironico o fanno sul serio? Non so, una cosa è rimuginare dentro la propria testa l'ipotesi delirante di poter essere un programma, e un'altra sentirselo dire molto seriamente da un signore ben educato... mi fa un po' ridere BEH

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  Schattenjager il Dom 27 Mag 2012 - 23:04

No no, sono propri seri! HA
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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Lun 28 Mag 2012 - 17:58

Da non credere... Tszg

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Re: Process: incubo o sogno?

Messaggio  struzzo il Mar 2 Ott 2012 - 11:38

In questo periodo mi sto spostando spesso in treno, e con l'occasione sto rileggendo alcuni vecchi libri. L'ultima volta è toccato allo straordinario The Doors of Perception di Huxley, e tra le appendici ho letto una citazione che ha prepotentemente ricondotto il mio pensiero a Process... cuor
La citazione è da Sartor Resartus di Thomas Carlyle, e il brano che ha colpito in particolare la mia fantasia è il seguente:

" Per me l'Universo era tutto vuoto di Vita, di Scopo, di Volizione, finanche di Ostilità; era una vasta, morta, immensurabile locomotiva, che avanzava nella sua morta indifferenza (...)"

Non so perché, ma questo pensiero ha avuto il potere di rievocarmi la metropolitana della "stigia" stazione di Cheraon, che dopo la speranza dell'improvvisa sosta riprende indifferente la sua corsa verso un destino deciso dal conflitto tra due moduli del suo sistema di controllo...
Evidentemente Process è un altro non-gioco con cui, impercettibilmente, sto continuando a dialogare (o meglio, a delirare).
hap

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